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FIR E DINTORNI

DAL CRRI AD OGGI. VOGLIA DI CAMBIAMENTO

E’ il marzo del 2004 Fulvio Lorigiola, leader del Petrarca Rugby, presenta il CRRI “Comitato per il Rinnovamento nel Rugby Italiano”, è una lista che si propone di sostituire il Dondi alla presidenza FIR alle successive elezioni federali, personaggi autorevoli la appoggiano, ci sono motivazioni forti.  Faro del “Rinnovamento Italiano” è il Petrarca Rugby battagliero e orgoglioso e accanto ai petrarchini Lorigiola, Covi, Marzio Innocenti (consigliere federale) ci sono anche altri leader del rugby tricolore, Massimo Giovannelli, entrambi i Cuttitta, il romano Alberto Gualtieri (Cus Roma), il parmigiano Segio Bernini, Renato Tullio Ferrari (quello delle Zebre!), Felice Vaccaro da Firenze, poi Bonetti, Bettarello e molti altri. Dondi sbotta, è molto più di un fastidio, nella lista anti-Dondi ci sono centinaia di caps, Lorigiola  rilascia pure dichiarazioni pepate alla RAI ed allora…apriti cielo. Saranno pochi mesi dopo Massimo Giovannelli e Marzio Innocenti a spiegare il programma del CRRI e, bisogna dirlo a distanza di otto anni, rileggendo le loro parole non si può che darle per profetiche, i due parlano di necessità di andare ad occupare la posizione numero 6 nel ranking IRB, vogliono che la Nazionale sia fatta di nativi italiani e per questo dicono bisogna puntare sui club come prima risorsa e sulla progressione del loro vivaio, Lorigiola dichiara:” Il rugby tra tutte le federazioni italiane è la seconda per ricchezza, con il suo budget di 18 milioni di euro, eppure di questa ricchezza il movimento di base non ha beneficiato minimamente. Si è investito tutto sulla nazionale, costringendo i club a sacrifici spaventosi”. Siamo nel 2004, evidentemente il male viene da lontano.
Combatte il Lorigiola ma il 26 giugno 2004 arriva la squalifica FIR  contro di lui per aver ricorso al TAR contro una sentenza federale dell’anno prima per aver contestato le procedure di voto delle elezioni federali. Succedono tante cose quella estate ed in Novembre il CRRI “prende atto della volontà del  Petrarca di appoggiare Dondi e candidare Rinaldo al Consiglio Federale” mentre il candidato anti-Dondi sarà però proprio un cuore petrarchino, Marzio Innocenti che nel suo programma dichiara l’obiettivo di destinare il 60% del bilancio al rugby di Società e vivai. La LIRE sta con Dondi, la Benetton di fatto fa così, i meccanismi CRRI sono rotti, Dondi vincerà con il 79% e prenderà 14 consiglieri su 14 con una battaglia tutta politica che niente ha a che fare con il rugby e le sue necessità. Merita una nota Rinaldo che nel 2004 non viene eletto, Dondi ne ripagherà la fedeltà 4 anni dopo, questa però è altra storia. 
Ora voi vi chiederete perchè mi sono messo a raccontare questa cosa: lascio a voi decidere se ho raccontato di errori o di nobili gesta, di positivo o negativo, di bello o di brutto, tenete conto però che oggi siamo nel 2012, sono passati otto anni, il rugby è al punto che tutti vedete, le scelte di quel 2004 pesano oggi più che mai; i club sono stati suicidati dal super-club FIR, non ci sono stati risultati sportivi, quasi tutti i team di Eccellenza fanno fatica a chiudere un budget decente e tutti insieme questi non fanno un quarto del bilancio FIR, i vivai sono mezzi vuoti, in mezza Italia non ci sono campi dove giocare, il rugby di base ed il minirugby resistono per la volontà indissolubile (ed il portafoglio) di atleti, amici e genitori di atleti. E’ tempo di cambiare. 
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